Hôtel Beau Séjour, un piccolo paradiso immerso nella pace e nella tranquillità di un villaggio di montagna.

Hôtel Beau Séjour

Il piacere di acogliervi ★★★

Cosa vedere

Il villaggio di Palleusieux è un suggestivo borgo del comune di Pré-Saint-Didier, adagiato ai piedi del Monte Bianco. La sua posizione geografica rappresenta un punto di partenza strategico per visitare e vivere l’alta Valle d’Aosta, per godere dell’imponenza del Monte Bianco e delle bellezze naturali della regione, oltre che per praticare gli sport invernali nelle vicine località sciistiche di Courmayeur (3 km) e La Thuile (10 km). Di tradizione rurale, Palleusieux è un tipico villaggio scolpito nella montagna che, nel tempo, ha perfettamente conservato la sua antica architettura, fatta di case in pietra e legno, stretti vicoli in salita, custodi di storie e umanità contadine. Fieri delle loro tradizioni e del loro patrimonio, gli abitanti hanno valorizzato con amore la tipicità del loro villaggio.

Situato ai piedi del Monte Bianco, sul versante orientale dell’alta Valle d’Aosta, Pré-Saint-Didier occupa un’invidiabile posizione al centro della Valdigne. Dal borgo, infatti, si diramano, assumendo la forma di una V, le due strade principali del territorio: una diretta al Colle del Piccolo San Bernardo, l’altra verso Courmayeur e al tunnel del Monte Bianco. Pré Saint Didier vanta uno splendido complesso termale: un gioiello che brilla nel cuore della Valle d’Aosta per rigenerarsi in luoghi d’altri tempi, immergendosi nel morbido calore delle acque e lasciandosi cullare da dolci idromassaggi per una totale remise en forme.

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Storia

Il toponimo, di matrice ecclesiastica, ha le sue radici nel nome latino Desiderius che, attraverso successive alterazioni e contrazioni, è approdato all’attuale forma di Didier. Secondo la tradizione locale, Saint Didier era “un prete fuggito da Lione” durante la grande persecuzione del 202. Questo sacerdote, tramanda la leggenda riportata dall’abate Henry nella sua “Histoire de la Vallée d’Aoste”, aveva l’abitudine di recarsi a pregare sul pianoro roccioso sovrastante il borgo, ai piedi di una foresta: da quel momento la località assunse l’attuale denominazione, in onore ‘del prato del santo’.
In epoca romana, l’area del comune corrispondeva all’antica “Arebrigium” dei romani, uno dei numerosi villaggi fortificati che sorgevano sulla strada dell’Alpis Graia (Colle del Piccolo San Bernardo). Il toponimo subì un’ulteriore modifica in epoca fascista con l’italianizzazione dei nomi dei comuni assumendo la dicitura di San Desiderio Terme. Dal 1946, con un decreto del Presidente del Consiglio della Valle d’Aosta, è stato ripristinato l’antico toponimo di Pré-Saint-Didier.

Le Terme

La fama di Pré-Saint-Didier è senz’altro legata alle fonti di acqua termale, già note in epoca romana, sebbene il loro sfruttamento ebbe inizio solo alla metà del Seicento. La realizzazione dello storico stabilimento termale risale al 1834, quando il paese prese il nome di Pré-Saint-Didier-les-Bains, mentre nel 1888 venne realizzato l’edificio che ospitava il casinò: oggi anche quest’ultimo complesso è stato integrato nei nuovi stabilimenti termali. Per oltre 150 anni, queste terme furono uno dei principali centri di attrazione della famiglia reale italiana. Nel Novecento, dopo circa 30 anni di inattività, l’impianto ha subito una ristrutturazione: la riapertura delle terme, nel 2005, ha dato un importante rilancio alla presenza turistica nel comune e all’economia locale. Il nuovo stabilimento ha rilanciato alla grande Pré-Saint-Didier nel campo del turismo termale, grazie a percorsi e trattamenti termali di ogni tipo, con in più il fascino della piscina termale esterna con vista sulla catena del Monte Bianco.

La cascata dell’Orrido

L’Orrido di Verney è una cascata racchiusa da imponenti pareti rocciose pressoché verticali, strette e anguste. Ha origine dalle incisioni postglaciali operate dalle acque della Dora di Verney, provenienti dal vallone di La Thuile. L’Orrido è situato nei pressi delle Terme di Pré-Saint-Didier ed è affiancato da una sorgente calda. Due facili itinerari turistici consentono di osservarne la bellezza. A valle, il percorso a piedi parte nei pressi dell’antico ponte sulla Dora di Verney: si oltrepassano le Terme di Pré-Saint-Didier e sulla destra si trova il sentiero che costeggia la gola dell’Orrido (40 minuti di percorrenza, con un dislivello di 180 metri). A monte, sulla Strada statale in direzione di La Thuile, a circa 3 km da Pré-Saint-Didier, nei pressi del Parco avventura Mont Blanc, parte la comoda passeggiata che porta alla suggestiva passerella panoramica posta sulla gola dell’Orrido. Con i suoi 160 metri di altezza, regala emozioni ed una vista incomparabile sulla catena del Monte Bianco, sulla conca di Pré-Saint-Didier con i villaggi di Champex, Palleusieux e Verrand, oltre ad un panorama mozzafiato sulla cascata dell‘Orrido e sulla grotta della sorgente termale.

Courmayeur è uno dei centri storici dell’alpinismo valdostano assieme al Breuil-Cervinia e a Champoluc. Posto ai piedi del Monte Bianco, a 1200 msl, è l’ultimo comune che si incontra prima di arrivare in Francia tramite il traforo del Monte Bianco (che lo unisce a Chamonix). La popolarità di Courmayeur fu legata inizialmente al turismo termale nel XVII secolo, grazie alle quattro fonti di acqua solforosa. Durante il XIX secolo, i reali vi soggiornavano regolarmente. A partire dal XX secolo, in seguito alla costruzione di impianti sciistici, Courmayeur è diventata una delle più importanti stazioni sciistiche dell’arco alpino, con offerte neve e sci uniche, ottimi impianti di risalita e piste da sci con neve perfetta, grazie anche all’innevamento artificiale. Ma Courmayeur non è solo sci alpino: è sci di fondo e ciaspolate nella splendida Val Ferret, è scialpinismo nel comprensorio del Monte Bianco, è trekking di alta e media montagna nelle vallate selvagge di natura incontaminata, è pesca sportiva, è parco avventura, è snowpark, è golf e rafting. Assaporare l’atmosfera senza tempo dei borghi e delle frazioni di Courmayeur è un privilegio unico: antichi forni, latterie, fienili d’antan e splendidi affreschi nelle antiche cappelle restaurate. Da Dolonne ad Entrèves, da La Saxe al Villair ogni luogo ha il sapore di un antico villaggio valdostano e conserva tutta la poesia e il fascino di un tempo. Anche il centro di Courmayeur offre luoghi ricchi di storia e tradizione: dal Museo Alpino Duca degli Abruzzi, che racchiude la storia del grande alpinismo sul Monte Bianco alle antiche Meridiane e lavatoi sparsi per il paese.

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Il massiccio del Rutor e la maestosa catena del Monte Bianco fanno da cornice alla straordinaria vallata di La Thuile, il comune più occidentale della Valle d’Aosta, posto a 1.441 m, al confine con la Francia. Una posizione soleggiata e una natura selvaggia, per un paese di montagna ancorato alle sue tradizioni. La vastissima conca in cui sorge La Thuile è dominata dai 3.846 m del massiccio del Rutor con il suo fantastico ghiacciaio. Una storia antica quella di La Thuile che, insieme ai centri di La Salle, Morgex, Pré-Saint-Didier e Courmayeur, appartiene alla Vallis Digna, tratto terminale della Valle d’Aosta, prima dell’ingresso in territorio francese attraverso il Colle del Piccolo San Bernardo, luogo di notevole rilevanza storica per le vicende di cui è stata testimone sin dai tempi di Augusto. Grazie alla sua posizione geografica e alle caratteristiche del territorio, offre una lunga stagione invernale, con un comprensorio internazionale che può contare su 160 km di piste da sci, e un’estate dal clima piacevole, che permette di praticare tutte le attività sportive tipiche della montagna e ritagliarsi momenti di assoluto relax. L’etimologia del nome del paese deriva dal latino tegula (tegola), proprio perché vi erano delle cave di “lose”, lastroni di pietra per ricoprire i tetti, nei pressi di Pont Serrand e sul Mont du Parc.

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La Valle d’Aosta è la più piccola regione d’Italia con un’estensione di 3262 Kmq, incassata tra le Alpi, con una popolazione di 128 mila abitanti e che ospita le vette più celebri d’Europa – il Monte Bianco, il Cervino, il Monte Rosa, il Gran Paradiso. Due colli alpini – il Piccolo e il Gran San Bernardo – e due trafori internazionali – quello del Monte Bianco e quello del Gran San Bernardo collegano la Valle d’Aosta alla Francia e alla Svizzera. Paese di frontiera, la Valle d’Aosta è stata popolata sin dall’antichità, passando dai Salassi, ai Romani, ai Longobardi, ai Franchi e ai Burgundi – dai quali sono nati i Conti di Savoia che segnarono la storia della Valle per nove secoli, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. La lunga tradizione di autonomia e di autogoverno della Valle d’Aosta risale al Medio Evo, sotto il regno di Casa Savoia, che, nel 1191, le concesse una Carta delle Franchigie, molte volte riaffermata e ampliata. Una posizione geografica unica e un mix eccezionale di culture sono all’origine della specificità valdostana, che è stata riconosciuta dallo Statuto Speciale di autonomia del 1948. Lo Statuto, che è una legge costituzionale dello Stato italiano, identifica due lingue ufficiali – il francese e l’italiano – così come il walser, lingua di origine germanica, parlato nella Valle del Lys. Divisa in 74 comuni, la regione ha per capitale Aosta, città di 35.000 abitanti fondata dai Romani nel 25 a.C. e situata proprio al centro della Valle. La Valle è costellata di mete culturali di estremo interesse: dagli imponenti resti della civiltà romana, alla bellezza dei castelli e dei forti che ritmano il paesaggio valdostano, alla ricchezza dei musei delle chiese che costellano la Valle. Monumenti che sono la testimonianza di una comunità che in secoli di storia ha forgiato il suo carattere e le sue peculiarità. La Valle d’Aosta ha un patrimonio naturale di rara bellezza, tutelato da un sistema di aree protette: 2 parchi — il parco nazionale Gran Paradiso e il parco naturale Mont-Avic —, 10 riserve naturali, 19 siti della rete ecologica Natura 2000 e 4 giardini botanici alpini.

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VALENTINA NOTA \\\ GRAFICA · STAMPA · WEB \\\ 2017